Territorio

Il territorio fra le valli del Dittaino e del Gornalunga non sembra essere stato frequentato durante le prime fasi della preistoria, con la possibile eccezione di alcuni strumenti e schegge di selce ritrovati vicino Cinque Grana, che potrebbero risalire al Mesolitico.

La più antica fase di vita sicuramente accertata risale all’età del Bronzo Antico, ed è rappresentata dalle ceramiche dello stile di Castelluccio rinvenute nel villaggio di c.da Calderone a Raddusa e, nel comune di Castel di Iudica, in c.da Scaramilli, nei pressi di S. Giovanni Bellone e sporadicamente sul monte Iudica.

Dopo una lunga interruzione, il territorio risulta abitato solo nell’VII-VII sec. a.C., quando dovette formarsi un centro siculo sulla cima di Monte Iudica. Questo insediamento divenne sempre più importante nel corso del VI sec. a.C., e continuò ad essere abitato nel V e fino al IV sec. a.C., assumendo via via caratteristiche culturali greche. In questo periodo ci sono tracce di presenza umana anche su alture vicine (Monte Gallo, Monte San Giovanni). Su Monte Turcisi viene costruita un’imponente fortezza di tipo greco, la cui datazione è ancora oggetto di discussione, ma che potrebbe risalire al VI sec. a.C., anche se sembra avere avuto la maggiore importanza nel IV sec. a.C.

Quest’area, infatti, a partire dal VII sec. a.C., dovette essere prima contesa tra le diverse colonie greche della costa – spesso in lotta tra di loro – e le popolazioni indigene che occupavano l’entroterra e successivamente, nel periodo delle guerre tra Siracusa e i Cartaginesi, possedere un ruolo strategico per il controllo della via interna di collegamento tra le coste orientale e meridionale dell’isola, ruolo che, almeno per Monte Turcisi, viene mantenuto, anche per il IV sec. a. C., e forse fino alla prima Guerra Punica.

Le campagne risultano frequentate anche nell’avanzata età ellenistica, come testimoniano le tombe rinvenute in passato in c.da Mandre Bianche di Ramacca e sporadici rinvenimenti di superficie.

Alcuni piccoli insediamenti restarono in vita anche in età romano-repubblicana, anche di fronte al diffondersi del latifondo. Un esempio è il piccolo impianto produttivo, forse per l’olio, trovato nel 1999 in c.da Lavina.

 

Inserire ritaglio foto da pannello Museo sala introduttiva 

 

Cartina del territorio circostante Castel di Iudica, con indicazione dei siti archeologici

  1. Monte Turcisi, pendio sud: area di frammenti del Bronzo Antico (cultura di Castelluccio)
  2. Monte Turcisi, cima: fortezza greca
  3. Monte San Giovanni, versante est: area di frammenti arcaici
  4. Monte San Giovanni, versante sud: area di frammenti del Bronzo Antico (cultura di Castelluccio)
  5. Monte Gallo, versante sud: area frammenti tardo arcaici
  6. C.da Cinque Grana: area di frammenti romani e strumenti di selce preistorici
  7. C.da Scaramilli: area di frammenti del Bronzo Antico (cultura di Castelluccio)
  8. C.da Lavina: probabile frantoio di età tardo repubblicana o proto imperiale
  9. C.da S. Lucia, Case Castiglione: area di frammenti romani
  10. Monte Iudica: insediamento indigeno
  11. Raddusa, C.da Calderone: insediamento del Bronzo Antico e area di frammenti arcaici ed ellenistici
  12. Ramacca, C.da Mandre Bianche: tombe ellenistiche

 

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