Necropoli

La necropoli, che si estende lungo il pendio sud-orientale del monte, è costituita da due nuclei, vicini l’uno all’altro: uno con tombe collettive a camera scavate nella roccia e un altro nucleo, più vasto, con tombe a fossa.

Nel settore con le tombe a camera sono state individuate solo quattro sepolture. Due delle tombe hanno gli ingressi vicini, comunicanti con uno spazio antistante comune, utilizzato forse per la celebrazione di riti funebri. Le sepolture contenevano le ossa di numerosi individui, mentre il materiale di corredo comprendeva oggetti di ornamento personale e ceramiche databili tra la fine del VI e la prima metà del V sec. a.C.

Da sottolineare il fatto che questa tipologia, di tradizione indigena, è adoperata ancora nella prima metà del V sec. a.C., contemporaneamente alle prime tombe individuali. La scelta di un tipo di sepoltura piuttosto di un altro può essere significativa per la composizione del gruppo umano che abitava M. Iudica, in quanto la tomba individuale è indice del progressivo affermarsi dei costumi greci, a seguito di matrimoni o insediamento di coloni.

La necropoli con tombe ad inumazione singola comprende finora una sessantina di sepolture, databili tra la fine del VI e l’arco del V sec. a.C. Le tombe sono orientate in direzione nord-sud, talvolta disposte a formare file parallele, con qualche eccezione per le più antiche. Un tumulo di pietre fungeva da sema della sepoltura.

Sono presenti tutti i tipi di tombe singole conosciuti in ambito greco, più alcuni ibridi, la cui classificazione è in corso di studio.

La tipologie funerarie

Nella necropoli di Monte Iudica, posta sulle pendici sud, si trovano diversi tipi di tombe, segno della progressiva acculturazione delle popolazioni locali.

Tombe multiple a camera. E’ il tipo di tomba delle popolazioni indigene dall’età del Ferro alla fine della loro autonomia culturale (tra il VI e il IV secolo a. C.).

Tombe a fossa terragna: tra le tombe individuali più antiche: a volte sono riservate alle sepolture più povere, prive di corredo.

Tombe a fossa rivestite da lastre di pietra : in uso soprattutto alla fine del VI secolo, ma sino alla fine del V. In genere ricche di elementi di corredo.

Tombe a cappuccina: il tipo più comune, di origine greca, formato da coppie di tegole disposte a spiovente. Può avere corredo all’interno e all’esterno (da intendersi come offerte al momento della sepoltura).

Tombe a enchytrismòs: Di antichissima origine presso le popolazioni indigene, sono usate anche in ambiente greco per i bambini. Il corpo è deposto all’interno di un recipiente

Tombe a coppi contrapposti: costruite con tegole curve (kalyptéres) più o meno grandi, sono riservato in genere ai bambini. Un esemplare è ricostruito in questa sala.

I corredi funerari

La maggior parte delle tombe, collettive e individuali, contiene oggetti di corredo, indizio della condizione sociale dell’inumato. Nei centri indigeni l’associazione degli elementi all’interno del corredo è spesso indicativa dell’assunzione di abitudini e valori di origine esterna (ad esempio il cratere, legato al simposio). A Monte Iudica sembra mancare, sia nella quantità che nella qualità dei reperti, quella volontà di ostentazione evidente in altri siti. I vasi rinvenuti sono in genere di produzione locale o coloniale, mancano quasi del tutto i prodotti attici, e in particolare i vasi figurati. Bisogna notare però che le tombe a camera, quelle più tipicamente indigene, non erano intatte quando furono scavate.

I corredi delle tombe di Monte Iudica sono composti da un numero variabile di elementi: dalle sepolture prive di corredo o con una sola lekythos, si giunge anche ad una ventina di elementi: soprattutto vasi e poi oggetti di ornamento personale come fibule, orecchini e anellini in bronzo o in argento, pendagli e vaghi di collana in bronzo e pasta vitrea. Nei corredi si ripete la presenza del “set” indigeno formato da oinochoe a bocca trilobata e skyphos o coppa skyphoide, connesso ai riti funerari. Spesso questi due vasi, funzionalmente collegati (uno serve per attingere, l’altro per bere), sono stati trovati l’uno dentro l’altro, raro è invece il cratere. Tra gli altri vasi sono numericamente abbastanza documentati le coppette, i cothones e le lucerne a disco aperto. Alcune sepolture maschili contengono uno strigile, strumento usato dagli atleti per tergere il sudore, che testimonia la diffusione dei costumi greci nel centro.

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