Monte Turcisi

Monte Turcisi è un brullo rilievo collinare, ripido e di difficile accesso, che raggiunge m. 303 sul livello del mare. Per questa ragione, e per la sua posizione strategica fra due valli, esso fu scelto come sede di un phrourion, una installazione militare, forse già nel VI sec. a.C. Tali fortezze sono utilizzate in età arcaica con funzione strategica di controllo delle linee di frontiera dei territori coloniali, in questo caso forse della chora lentinese, sia rispetto i territori indigeni che quelli delle altre poleis greche.

Costruita con tecnica di tipo greco, la fortezza occupa la cima sud-est di Monte Turcisi, ma anche il sottostante pianoro è difeso. Secondo l’opinione corrente (Procelli), essa presenterebbe due fasi, delle quali, la più antica, posta sulla cima e realizzata con grandi blocchi in tecnica pseudo-isodoma, sarebbe databile al VI sec. a.C. Vi si accede da una porta di tipo “sceo” (che permette di colpire il fianco scoperto degli assalitori). Un sistema difensivo di età successiva sarebbe quello posto più in basso, a mezza costa, provvisto di torri rettangolari, realizzate a blocchi bugnati. Sarebbe databile ad età dionigiana (fine del V – inizi del IV sec. a.C.), e la sua realizzazione rientrerebbe nel piano difensivo messo in atto negli ultimi anni del conflitto tra Siracusa e i Cartaginesi per il controllo della via interna di collegamento tra le coste orientale e meridionale dell’isola.

Secondo una più recente teoria, basata su confronti con altre strutture, l’intera struttura sarebbe databile a partire dal IV secolo a. C.

A prescindere dalla datazione delle fortificazioni, i reperti mobili rinvenuti (coppe ioniche B2, un cratere laconico a vernice nera, una coppa-skyphoide attribuibile alla cerchia del pittore di Haimon) permettono di fissare l’occupazione del sito almeno dalla seconda metà del VI sec. a.C.

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